Si è svolto nella sala Gagliardi del Palazzo Trigona in Noto, il convegno dal tema: “Consumo e produzione responsabile”. Il convegno organizzato dalla past presidente Fidapa BPW Italy, Maria Teresa Scrofani, ha visto la partecipazione della past presidente del Distretto Sicilia, Rosa Maria La Scola, che coordina il Tema Internazionale, “L’empowering delle donne per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile”, della  vicepresidente distrettuale Maria Ciancitto e del professore Salvatore Barbagallo, ordinario di Idraulica agraria, dipartimento di agricoltura,  alimentazione ed ambiente dell’Università di Catania.

Presenti le massime autorità cittadine.

Per i saluti di rito, ha preso la parola la presidente della sezione di Noto, Cetty Amenta che, in un breve excursus,  ha evidenziato la necessità di ristabilire l’equilibrio tra produzione e consumo in modo che, ogni anno, si possa offrire agli abitanti del Pianeta la stessa quantità di risorse dell’anno precedente. Perché questo avvenga, ha rilevato, bisogna migliorare la qualità della vita, riducendo al minimo l’utilizzo di risorse naturali, di materiali tossici e la produzione di rifiuti. Purtroppo però su questo argomento  c’è ancora parecchio da fare. Un terzo del cibo prodotto finisce nei rifiuti e poca parte di questi viene riciclata. Un miliardo di persone sono ancora prive di accesso all’acqua potabile, l’utilizzo di energia cresce sempre di più ma solo un quinto deriva da fonti rinnovabili. Per finire, a fronte di due miliardi di persone denutrite o affamate, ce ne sono altri due miliardi in sovrappeso.  Anche in Italia c’è ancora molto da fare per realizzare tutti i 17 obiettivi dell’Agenda 2030. “Ora più che mai è importante che noi tutti, famiglie e imprese, ci sforziamo di cambiare mentalità adottando pratiche di consumo e produzione responsabile per procedere nella transizione verso una società sostenibile”.

Dopo la presidente ha preso la parola il Sindaco Corrado Bonfanti: “Viviamo un momento di disinteresse nei riguardi degli altri e non ci facciamo alcuno scrupolo se i nostri comportamenti danneggiano l’ambiente. Bisognerebbe invece passare da una gestione delegata a un’autogestione collettiva. La vita del pianeta non è più delegabile. Chi è auto responsabile deve cogestire e dunque non può rimanere disinformato ma sentirsi coinvolto nei processi. Spesso deleghiamo a terzi che non hanno nemmeno la competenza”.

Molto puntuale l’intervento della past presidente distrettuale, Rosa Maria La Scola, che ha ricordato i 17 goals proposti da Agenda 2030 per una società sostenibile. “Ho scelto di andare in tutte le sezioni, ha sottolineato la past presidente distrettuale,  perché il maggior numero possibile di persone siano informate. Solo con l’informazione, partendo dal proprio quotidiano, ciascuno potrà dare il proprio contributo e fare qualcosa”. La Scola ha ricordato che la BPW si è assunta l’onere di sensibilizzare e creare opinione per attuare nella realtà, per quanto possibile, gli obiettivi strategici i cui pilastri sono l’ambiente, l’economia e la persona, rilevando che, soltanto passando da un’economia lineare a un’economia circolare, si potranno ottenere risultati  ormai indispensabili per l’intero sistema terra.

Ultimo intervento, ma molto atteso, quello del professor Barbagallo. Nel ricordare che la Sicilia è produttrice di agrumi, ha rilevato la necessità di occuparsi, oltre che della produzione e della trasformazione del prodotto, anche dei resti di tale lavorazione per evitare un impatto ambientale notevole. Obiettivo, dunque, è far sì che lo scarto diventi risorsa capace di produrre reddito. Nel caso degli agrumi, ad esempio, si può ottenere il pastazzo, come residuo di lavorazione delle arance, e trasformarlo in farina convertendo le fibre di scarto in materiale commestibile. Il professore ha spiegato che la farina ottenuta si può usare in prodotti da forno (es. brioche), riducendo così la quantità di grassi dal 30% al 70%. In sostanza attraverso i vari passaggi (arance – succo – oli essenziali – pastazzo – farina – brioche) si realizza il passaggio da un’economia lineare a una circolare in cui i rifiuti diventano sottoprodotto che acquista valore.

La serata si è conclusa con la degustazione delle brioche ottenute con l’uso del pastazzo.